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Streaming e calcio: Dazn o radiolina?

Il 18/8/2018 non è soltanto una data piena di “8”, ma è anche e soprattutto il giorno in cui lo Stadio Olimpico di Roma si è reso teatro del più grande evento in Live Streaming del Belpaese: Lazio-Napoli. È la rivoluzione di Dazn, distributore britannico di eventi sportivi, che dalla stagione 2018/19 mostrerà in esclusiva tre partite di serie A ogni settimana e l’intera serie B. Tutto rigorosamente e soltanto in web streaming.

Come ha inseggnato Netflix, streaming vuol dire innanzitutto indipendenza da hardware specifici: basta una connessione ad internet abbastanza veloce (di qualsiasi genere essa sia) e si può accedere al contenuto. Smart tv, tablet, smartphone, consolle e pc sono tutti sullo stesso piano, tutti ugualmente in grado di connetterci ovunque a ciò che vogliamo guardare. Dazn è insomma il Netflix degli eventi live. Ma fino a che punto regge il paragone tra le due piattaforme? In particolar modo, fino a che punto regge il paragone tra una serie tv e l’evento live per eccellenza, le partite di calcio?

Home Page del sito web "Dazn italia"

L’”8” non è soltanto un numero cardinale. Se lo si ruota di 90° diventa infatti il simbolo dell’infinito. Curioso che il debutto di un media che promette alla volontà del singolo un infinita/illimitata possibilità di scelta sia avvenuto proprio in una data piena di “8”. Tuttavia lo slogan pubblicitario con cui si apre il suo sito web è soltanto in parte adeguato (è invece del tutto adeguato per Netflix)

Lo spazio e il tempo

Sicuramente è vero quello che viene promesso circa lo spazio. È diventato del tutto indifferente “dove” si accede all’evento.  Seguire il derby durante la comunione di un qualche nipote, con lo smartphone nascosto sotto il banco della chiesa, è solo un modo come un altro di guardarlo. Non è un ripiego. In linea di principio è esattamente come seguilo sul divano di casa davanti alla tv: l’accesso/partecipazione all’evento è l’unico e lo stesso.

La questione si complica riguardo il tempo. Una partita di calcio non può essere seguita on demand (almeno che non si sia un talent scout, un fanatico di scommesse sportive o un malato di tattica in stile Ultimouomo).  Un evento live deve essere seguito live, almeno nella misura in cui si vuole che sia ancora un evento, qualcosa che avviene, se non più qui (vedi sopra), inderogabilmente ora. Quello che conta per il tifoso è il segnare IL gol, non l’essere segnato DEL gol (al contrario, quando si guarda una serie TV non interessa il girare la scena, ma l’essere girata della scena). Qui importa l’azione nel suo farsi, non la cosa fatta. Si tratta di due temporalità diverse, irriducibili, e per questo il “quando vuoi” non può essere applicato alla partita di calcio: la sua fruizione in quanto evento non può dipendere dalla volontà di chi guarda.

I problemi di Dazn, detti con un meme

Le diverse velocità mediali e l’aderenza all’istante

Si diceva di Lazio-Napoli il 18/8/2018. Nella smorfia napoletana il 18 è il numero del sangue. Nel caso specifico del sangue amaro dei tifosi che hanno vissuto la partita attraverso Dazn, tra scarsa qualità delle immagini e (soprattutto!) problemi di ritardo e buffering nella loro ricezione. Se Dazn fosse l’unica fonte di informazione live sull’evento e il ritardo fosse stato per tutti uniforme, non sarebbe stato un gran problema. Tuttavia, oltre le disomogeneità del ritardo, a Dazn si affiancano le dirette online testuali e vocali (nonché le notifiche delle app per smartphone).  Siccome il calcio è a sua volta uno sport che vive dell’imprevedibilità dell’evento (il gol, che può sempre avvenire in qualsiasi momento), ciò che lo vuole mediare in quanto evento deve esservi il più possibile aderente. Se un’altra modalità di “evento dell’evento” (la diretta testuale/vocale che scrive/dice il segnare il gol, invece di mostrarla per immagini) è più aderente all’azione della partita, Dazn fallisce e si trasforma immediatamente in Netflix. Le diverse velocità della rete le impediscono di essere "live" e la costringono a diventare "on demand", ad arrivare cioè quando oramai è svanito l’interesse principale per il calcio: la partecipazione all’eventualità.

Insomma, se si vuole davvero seguire una partita di calcio trasmessa in live streaming vi sono due possibilità per farlo. O si va allo stadio, rinunciando al “dove vuoi”, oppure si accende la radiolina, sintonizzandosi sul celebre programma di RaiRadio1TUTTO il calcio MINUTO PER MINUTO” (evento per evento, si potrebbe dire). In conclusione, la radiolina non può non essere meglio di Dazn.

Credit Photo: pagina Instagram dilettaleotta

Andrea Ferretti è laureato in filosofia con una tesi sul Senso Comune nel pensiero di G. B. Vico. È appassionato di calcio, folklori contemporanei e giochi di ruolo.

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